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TASI IMU e TARI CHI PAGA ? E COME ?

Imu e Tasi non sono dovute sull’abitazione principale e relative pertinenze (box o posto auto, cantina o solaio) a meno che non si tratti di case di pregio. La TASI è la Tassa sui Servizi Indivisibili, l’imposta comunale che dal 2014 include i servizi comunali rivolti alla collettività, come la manutenzione stradale e l’illuminazione comunale. La TASI (da non confondersi con la TARI, la tassa sui rifiuti), insieme a Imu e Tari, concorre a formare la IUC, l’Imposta Unica Comunale.

TASI – Come prevede la legge, il regolamento comunale individua i servizi finanziati dalla TASI, specificando per ogni singolo servizio i relativi costi coperti dalla TASI. Tra i servizi rientrano l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe, la manutenzione delle strade, e più in generale quei servizi di cui beneficiano tutti i cittadini.

IMU – Dovranno pagare l’Imu i proprietari seconde case, fabbricati affittati o sfitti,  uffici, negozi, depositi, capannoni, altri immobili commerciali e industriali e per le aree fabbricabili. Si paga l’imu anche sui terreni agricoli, anche se incolti, inclusi gli orticelli Attenzione, si paga anche sugli immobili dati in uso gratuito, salvo la riduzione al 50% tra genitori e figli.

TARI – “il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva”.  E’ DOVUTA da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria”

Si comprende quindi quali siano i presupposti ed i soggetti passivi della tassa sui rifiuti. La TARI nel 2019 è dovuta dai contribuenti titolari a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Agevolazioni per gli agricoltori: sono infatti esclusi dal pagamento dell’Imu i fondi agricoli, da chiunque posseduti, ubicati nei Comuni classificati come montani o di collina. Esenti anche i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati in qualsiasi altro comune

Tuttavia dal 2019 le imposte locali sulla casa potrebbe diventare più onerosa, perché il Governo progetta di ridare la possibilità ai comuni di aumentare le aliquote per far fronte ai sacrifici imposti loro dalla nuova legge di bilancio.

A chi spetta il pagamento della Tasi

La Tasi, a differenza dell’Imu, è dovuta anche dagli inquilini o dai comodatari, se usano l’immobile per più di sei mesi nell’anno, se previsto dal comune e secondo le quote previste (dal 10% al 30%). Se si tratta della propria abitazione principale, l’inquilino è comunque esonerato. Mentre il proprietario pagherà la sua quota parte (70-90%) .

IMU  TASI
Proprietari di prima casa No No
Proprietari di prima casa (A/1m A/8 e A/9)
Proprietari di seconda casa
Comodato d’uso 50% se nello stesso comune 50% se nello stesso comune
In affitto (proprietario) Si 70/90%
In affitto (inquilino) No 10/30% solo se per più di 6 mesi l’anno
Box No solo se pertinenza abitazione principale No solo se pertinenza abitazione principale
Terreni Sì (salvo zone montane e coltivatori diretti) No

Tasse sulla casa, cosa cambierà dal 2019

Con la manovra 2019 arriverà una rivoluzione per le imposte sulla casa? Una nuova tassa unica è prevista in un emendamento della Lega alla legge di bilancio in discussione in Parlamento, una proposta leghista di semplificazione delle imposte contiene uno spiacevole dettaglio per i proprietari di casa.

Tra le novità della Manovra infatti figura anche la messa a disposizione del modello precompilato ai contribuenti da parte dei Comuni, come già avviene per la Tari che nasconde una vera e propria beffa per i cittadini che potrebbero andare incontro a un aumento della tassazione.

L’emendamento a firma Lega sancisce un tetto all’11,4 per mille come aliquota massima della Imu unica “più alto di quanto consentito oggi a Comuni, per cui il tetto è fissato al 10,6 per mille, come somma delle aliquote di Imu e Tasi”

A tal proposito l’allarme arriva anche da Confedilizia, il cui presidente Giorgio Spaziani Testa ha affermato come l’associazione dei proprietari di immobili abbia già “segnalato la circostanza più di una settimana fa, sia pubblicamente sia direttamente ai deputati della maggioranza che li hanno firmati”.

CASA IN AFFITTO ADIBITA AD ABITAZIONE PRINCIPALE:  immobile preso in affitto e adibito alla propria residenza, beneficia dell’esonero dal pagamento. Sono quindi esenti dalla Tasi affittuari chi ha deciso di prendere la residenza nell’immobile affittato.

La TASI è pagata da tutti coloro che posseggono o detengono, a qualsiasi titolo, fabbricati e aree edificabili, ad eccezione, dei terreni agricoli e dell’abitazione principale. In caso di affitto a pagare la TASI sono dunque sia il possessore che il detentore della casa e quindi l’importo dovrà essere suddiviso tra inquilino e proprietario.

Una precisazione riguardo alle abitazioni principali: in caso di abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, l’immobile è soggetto al pagamento della TASI.

Fatti i dovuti chiarimenti su chi deve e chi non deve pagare la TASI 2019 cerchiamo adesso di capire passo dopo passo come si calcola la TASI 2019 (non preoccuparti, per rendere il tutto ancora più chiaro utilizzeremo degli esempi pratici), per poi soffermarci sulle scadenze TASI in tutta Italia e sulle modalità di pagamento TASI.

Calcolo TASI 2019

Il calcolo della TASI 2019 può cambiare da città a città, o meglio, da Comune a Comune: ogni Comune delibera infatti sull’aliquota da applicare, rispettando ovviamente alcune regole stabilite per legge. L’aliquota base TASI è pari all’1 per mille e ogni Comune ha la facoltà di poter variare l’aliquota fino ad azzerarla o innalzarla.

Anche se sul web esistono diversi programmi per calcolare la TASI 2019, qui troverai il procedimento di calcolo. Se vuoi calcolare la tua TASI dovrai innanzitutto conoscere:

  • l’aliquota del tuo comune, consultabile su questa piattaforma online, dove potrai selezionare il tuo Comune.
  • la categoria catastale dell’immobile in questione, nonché la rendita catastale (presente all’interno di una visura catastale).

Ora che hai tutti i dati necessari al calcolo TASI 2019, l’aliquota fissata dal Comune va applicata sulla rendita catastale rivalutata del 5% (cioè moltiplicata per 1,05) e poi moltiplicata per il coefficiente relativo alla specifica categoria catastale.

Ecco i coefficienti relativi alle categorie catastali:

  • Da A/1 a A/11 con esclusione di A/10: coefficiente 160
  • A 10: coefficiente 80
  • Da B1 a B8: coefficiente 140
  • C/1: coefficiente 55
  • C/2, C/6 e C/7: coefficiente 160
  • C/3, C/4 e C/5: coefficiente 140
  • Da D/1 a D/10 con esclusione di D/5: coefficiente 65
  • D/5: coefficiente 80

Schematizzando, il procedimento per il calcolo della TASI è il seguente:

rendita catastale x 1,05 (rivalutazione del 5%) x coefficiente catastale x aliquota /1.000

Se ancora non è chiaro, questo esempio potrà esserti utile. Marco è proprietario di una seconda casa, su cui dovrà pagare la TASI 2019. L’immobile, appartenente alla categoria catastale A2, ha una rendita catastale di 400 e con un’aliquota del 2 per mille. Il calcolo sarà quindi il seguente:

400 (rendita catastale) x 1,05 (rivalutazione del 5%) x 160 (categoria catastale) x 2 (aliquota ipotetica applicata dal Comune) / 1.000 = 134,40 €.

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