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VARIAZIOINE ISTAT MESE DI SETTEMBRE 2016

Per informazioni o calcoli chiama SAM 347.2344028 

Questo servizio permette di calcolare facilmente l’adeguamento istat annuale di un qualsiasi canone di locazione rispetto all’anno precedente con decorrenza della rivalutazione a partire dal mese specificato; la percentuale di applicazione della variazione dell’indice istat è stabilita generalmente nel contratto di affitto.

Può essere utilizzata anche per l’adeguamento dell’assegno di mantenimento in caso di separazione o divorzio (in questo caso utilizza la percentuale del 100%) oppure, più in generale, per l’aggiornamento di qualunque altro credito o importo che sia soggetto a rivalutazione annuale istat.

Riportiamo anche il dato delle variazioni biennali, utile per aggiornare alcuni canoni per “usi diversi”. Occorre fare riferimento alla variazione registrata nel mese di decorrenza del contratto.

L’aumento ha effetto solo dal mese successivo alla richiesta del proprietario.

Mese Anno Variazione annuale 100% Variazione ridotta 75% Variazione biennale 100% Variazione ridotta 75% Gazzetta Ufficiale n.
Settembre 2016 0,1 0,075 0,0 0,0 in pubblicazione
Agosto 2016 -0,1 -0,075 -0,2 -0,150 239 del 12-10-16 pag. 45
Luglio 2016 -0,1 -0,075 -0,2 -0,150 214 del 13-9-16 pag. 74
Giugno 2016 -0,3 -0,225 -0,4 -0,300 184 del 8-8-16 pag. 66
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AFFITTI IN NERO – RIMBORSO ALL’INQUILINO

 Restituzione all’inquilino delle somme in più versate a causa di affitti in nero, sanzioni fiscali unicamente per il proprietario: sentenza di Cassazione.

Se l’inquilino paga parte dell’affitto in nero può rivolgersi al giudice e chiedere la restituzione dei soldi versati, mentre il padrone di casa pagherà le relative sanzioni: l’unico adempimento che l’Agenzia delle Entrate può chiedere anche all’inquilino è limposta di registro. Lo stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione, la 20395/16 dell’11 ottobre 2016, che interviene sulla questione dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2016.

La manovra (comma 59 legge 208/2015) ha stabilito la nullità di qualsiasi pattuizione che alzi l’importo dell’affitto previsto dal contratto. La sentenza di Cassazione ribadisce questa impostazione e stabilisce che, dal punto di vista fiscale, per gli affitti in nero è responsabile unicamente il locatore proprietario dell’immobile. Il quale deve restituire all’inquilino le somme in più percepite.

L’Agenzia delle Entrate può invece chiedere all’inquilino il pagamento dell‘imposta di registro: l’adempimento, per legge, spetta al proprietario, che deve (sempre in base alla Legge di Stabilità 2016, che ha modificato l’articolo 13 della legge 431/1998),

«provvedere alla registrazione nel termine perentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione, nei successivi sessanta giorni, al conduttore e all’amministratore del condominio, anche ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenuta dell’anagrafe condominiale».

Il Fisco, in via subordinata, può però chiedere la registrazione e il relativo pagamento dell’imposta all’inquilino.

Per quanto riguarda le tasse evase, invece, è responsabile unicamente il proprietario, che paga dal 240% al 480% dell’imposta evasa, più gli interessi. Si può ricorrere al ravvedimento operoso: entro 90 giorni, sanzione ridotta del 12% dell’imposta di registro dovuta, fino a un anno sanzione al 15%, se si supera questo termine sale al 120%.

Non rileva, per un’eventuale regolarità del contratto che prevedeva la parte in nero, l’eventuale accordo verbale e nemmeno un eventuale accordo scritto: la cifra pattuita è quella scritta nel contratto registrato. Per le somme celate al fisco, il proprietario non potrà chiedere un decreto ingiuntivo o un’ordinanza di sfratto. L’inquilino, invece, può chiedere la restituzione delle somme pagate in nero, entro sei mesi di tempo dalla fine della locazione per chiedere la restituzione delle somme in più versate.

Ricordiamo infine che, sempre in base alla Legge di Stabilità 2016, l’inquilino può presentare ricorso all’autorità giudiziaria, e oltre alla restituzione delle somme chiedere che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto previsto dalle norme. Queste possibilità di ricorso vengono ampliate al caso in cui il locatore non abbia provveduto alla registrazione entro 30 giorni. E’ il giudice a stabilire il canone dovuto e la restituzione delle somme eventualmente in eccesso

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ATTENZIONE ALLE NOTIFICHE PER CONTRATTI DI LOCAZIONE

In vigore nuove sanzioni per tardiva registrazione, adempimenti successivi e risoluzione dei contratti in cedolare secca.

Tardiva registrazione, adempimenti successivi e risoluzione dei contratti in cedolare secca: le nuove sanzioni

Dal 1° gennaio sono in vigore nuove sanzioni relative a tardiva registrazione, adempimenti successivi e risoluzione dei contratti. La Legge di Stabilità anticipa infatti di un anno le misure previste dalla Delega Fiscale, che fra le altre cose proroga a 30 giorni il termine per il pagamento dell’imposta e la sua comunicazione all’Ag.Entrate in tutte le operazioni sopra citate.

La Legge di Stabilità anticipa di un anno l’entrata in vigore della normativa che riduce le sanzioni tributarie introdotta con il Decreto sulla Delega Fiscale (D. Lgs. 158/2015) e connesse, per quanto riguarda il mondo degli affitti di cui ci occupiamo in questo blog, alla tardiva registrazione, agli adempimenti successivi e allarisoluzione dei contratti in cedolare secca. Quest’ultimo caso, ovvero le sanzioni per la tardiva risoluzione in cedolare secca, è stato introdotto per la prima volta proprio dalla Delega Fiscale: prima non ne esisteva infatti uno specifico.

Un’altra importante novità è connessa al termine entro cui sarà possibile procedere al pagamento dell’imposta e alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate in caso di risoluzioni, cessioni e proroghe. L’art.17 del TUR prevedeva che l’attestazione del pagamento fosse presentata in AdE entro 20 giorni dall’effettuazione dello stesso, ma ora l’art. 17 del D. Lgs. 158/2015 sposta il termine a 30 giorni. Ricordiamo che in caso di utilizzo di RLI online il pagamento dell’imposta e la sua comunicazione all’AdE sono contestuali, quindi vengono assolti entrambi gli adempimenti in contemporanea.

Di seguito vediamo le nuove sanzioni con ravvedimento operoso in vigore dal 1° gennaio 2016.

Tardiva registrazione del contratto di locazione:
entro 30 giorni di ritardo: 6%, ovvero 1/10 del 60% (+ interessi di mora + imposta dovuta). L’importo minimo della sanzione è di 20 euro (1/10 della sanzione minima di 200 euro prevista dal nuovo art. 69 del TUR con esclusivo riguardo a questo caso).
entro 90 giorni di ritardo: 12%, ovvero 1/10 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 1 anno di ritardo: 15%, ovvero 1/8 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
– oltre l’anno ed entro 2 anni di ritardo: 17,14%, ovvero 1/7 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
oltre 2 anni di ritardo: 20%, ovvero 1/6 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
– se la regolarizzazione avviene dopo la constatazione della violazione (processo verbale di constatazione, senza notifica formale): 24%, ovvero 1/5 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

Codice tributo F24 Elide: 1500 (pagamento imposta); 1507 (sanzione); 1508 (interessi). In caso di tardiva registrazione con cedolare secca la sanzione andrà calcolata con riferimento all’imposta dovuta per l’intera durata contrattuale.

Tardivo pagamento delle imposte per adempimenti successivi (annualità successive alla prima, risoluzioni, proroghe, cessioni):
entro 14 giorni di ritardo: 0,1% (ovvero 1/15 di 1/10 del 15%) per ogni giorno di ritardo – ravvedimento sprint (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 30 giorni di ritardo: 1,5%, ovvero 1/10 del 15% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 90 giorni di ritardo: 1,67%, ovvero 1/9 del 15% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 1 anno di ritardo: 3,75%, ovvero 1/8 del 30% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 2 anni di ritardo: 4,29%, ovvero 1/7 del 30% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
oltre 2 anni di ritardo: 5%, ovvero 1/6 del 30% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
– se la regolarizzazione avviene dopo la constatazione della violazione (processo verbale di constatazione, senza notifica formale): 6%, ovvero 1/5 del 30% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

Codice tributo F24 Elide: 1501/1502/1503/1504 (a seconda dello specifico adempimento); 1509 (sanzione); 1510 (interessi).

Tardivo versamento imposta di bollo (o regolarizzazione marche):
entro 14 giorni di ritardo: 0,67% (ovvero 1/15 di 1/10 del 100%) per ogni giorno di ritardo – ravvedimento sprint (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 30 giorni di ritardo: 10%, ovvero 1/10 del 100% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 90 giorni di ritardo: 11,11%, ovvero 1/9 del 100% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 1 anno di ritardo: 12,5%, ovvero 1/8 del 100% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
entro 2 anni di ritardo: 14,28%, ovvero 1/7 del 100% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
oltre 2 anni di ritardo: 16,66%, ovvero 1/6 del 100% (+ interessi di mora + imposta dovuta)
– se la regolarizzazione avviene dopo la constatazione della violazione (processo verbale di constatazione, senza notifica formale): 20%, ovvero 1/5 del 100% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

Codice tributo F24 Elide: 1505 (pagamento imposta). Per le sanzioni e interessi non esiste un codice tributo specifico. E’ possibile regolarizzare applicando una marca del valore corrispondente, in caso di marca apposta in ritardo. In alternativa, e in mancanza di indicazioni specifiche, occorre verificare all’Ufficio AdE le modalità di versamento.

Tardiva risoluzione di un contratto in cedolare secca (non si tratta di ravvedimento operoso):
entro 30 giorni di ritardo: 35 euro
oltre 30 giorni di ritardo: 67 euro

Codice tributo F24 Elide: 1509 (sanzione tardivi adempimenti successivi).

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AFFITTO BREVE NON A SCOPO ABITATIVO

Procedura contrattuale e trattamento fiscale per le locazione temporanee a scopo non abitativo ma per attività professionali: quadro normativo di riferimento e consigli pratici.

 

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IL CONTRATTO A UNIVERSITARI DURA DA 6 MESI A 3 ANNI

 Un proprietario di un alloggio in una città universitaria, può locarlo ad uno o più studenti con una durata contrattuale diversa rispetto ai quattro anni e si può optare per la cedolare secca !
L’opzione per la cedolare è sempre possibile per i contratti di locazione ad uso abitativo effettuati tra persone fisiche. L’aliquota ordinaria è pari al 21%. Se il contratto è stipulato in comuni ad alta tensione abitativa e rispetta i requisiti dei contratti a canone concordato, compete l’aliquota ridotta del 10%.Per i contratti di locazione con studenti universitari si può utilizzare il contratto a canone libero, ma con previsione di durata di 4 anni + 4; oppure, il contratto per studenti universitari, con una durata pattuita da sei mesi a tre anni. In questo secondo caso, il canone deve rimanere all’interno delle fasce di oscillazione definite dagli accordi locali.

AGEVOLAZIONI FISCALI

Nati appositamente per venire incontro alle esigenze degli studenti fuori sede, sono contratti la cui durata minima è di 6 mesi, quella massima di 36, con rinnovo automatico – in mancanza di disdetta di una delle parti –  dello stesso periodo alla prima scadenza.

Possono essere stipulati solo nei Comuni sede di Università o di corsi universitari distaccati o nei comuni limitrofi.

Il contratto può essere stipulato da uno studente iscritto ad un corso universitario o parauniversitario, residente in un Comune  diverso da quello di iscrizione universitaria; oppure da gruppi di studenti oppure ancora dalle aziende per il diritto allo studio.

Le condizioni contrattuali sono quelle risultanti dai contratti-tipo a livello nazionale; gli accordi locali varranno solo per la determinazione dei canoni (per la determinazione dell’ammontare valgono le stesse regole dei contratti convenzionati); inoltre, negli accordi locali stipulati con la grande proprietà si potranno stipulare ulteriori accordi integrativi.

Principali Caratteristiche:

Durata del Contratto                          Da 6 mesi a 3 anni + rinnovo automatico dello stesso periodo alla prima scadenza

(salvo disdetta)

Canone                                               Tetto massimo stabilito in accordi territoriali

Agevolazioni Fiscali Proprietari        Reddito Irpef = canone diminuito del 40,5%

Sconti su ICI (solo nei Comuni che lo hanno deliberato)

Imposta di registro                            – 30%

Agevolazioni Fiscali Inquilini             Solo se previste da norme locali

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