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CAMBIO ELETTRODOMESTICI IN AFFITTO CON ARREDI

Salvo che sul contratto non sia stato stipulato diversamente, le spese di riparazione e/o sostituzione degli elettrodomestici competono al locatore Art.1576 C.c. dopo essere stato tempestivamente avvisato dal conduttore Art. 1577 C.c. .  Salvo quelle di piccola manutenzione che sono a totale carico del conduttore. Se si tratta di riparazioni urgenti, il conduttore può eseguirle direttamente, salvo rimborso, fermo restando l’avviso al locatore.

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AGEVOLAZIONI FISCALI PER L’INQUILINO

LA DETRAZIONE IRPEF SUI CANONI DI LOCAZIONE
Inquilini Reddito Detrazione
PER TUTTI
(contratto ad abitazione principale
di qualunque tipo)
Validità dal 1° gennaio 2007
con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro 300 euro
con reddito complessivo oltre 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro 150 euro
PER TUTTI
(contratto ad abitazione principale
a canone convenzionale)
Validità dal 1° gennaio 2001
con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro 495,80 euro
con reddito complessivo oltre 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro 247,90 euro
PER LAVORATORI DIPENDENTI
CHE SI TRASFERISCONO

(qualsiasi tipo di contratto)
Validità dal 1° gennaio 2007
con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro 991,60 euro
con reddito complessivo oltre 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro 495,80 euro
PER GIOVANI
di età compresa tra i 20 e i 30 anni

(abitazione principale a canone convenzionale)
Validità dal 1° gennaio 2007
con reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro 991,60 euro
PER STUDENTI UNIVERSITARI
(contratto a canone convenzionale)
Validità dal 1° gennaio 2007
19% del canone
(da calcolare su un importo massimo di 2.633 euro)
500,27 euro

 

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DURATA DEL CONTRATTO LIBERO

La pattuizione di una durata del contratto libero, inferiore a quella prevista dall’articolo 2 comma 1 della legge 431/98 , cioè di quattro anni più quattro,  è ILLEGITTIMA a norma dell’articolo 13 comma 3 della stesa legge . Quindi “è nulla ogni pattuizione volta a derogare i limiti di durata del contratto stabiliti dalla presente legge” .

Diverso se si stipula un contratto che proviene da Accordi Territoriali  dove si deve fare riferimento all’Art. 5  comma 1 sempre della stessa l.431/98 i cosi detti “Transitori” che possono avere la durata da 1 mese a 18 mesi.

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CHI VIVE IN AFFITTO HA DIRITTO ALLA RESIDENZA

Il locatore anche ove abbia mantenuto la residenza all’interno dei locali affittati, non può impedire all’inquilino (e alla sua famiglia) il trasferimento della residenza. Tanto più che in materia  di documentazione amministrativa, si può fare una “dichiarazione sostitutiva“. Un eventuale controllo da parte del Comune sarebbe favorevole all’inquilino che detiene i locali. In tema di giurisprudenza, “la residenza” è il luogo dove una persona abitualmente e volontariamente dimora (Cassazione 1 dicembre 2011 n° 23726.

Il fatto che mantenga la residenza anche il proprietario potrebbe diventare un problema nel momento in cui la famiglia in affitto debba dichiarare i suoi redditi ISEE per servizi. In quel caso è bene andare all’anagrafe e separare i due nuclei famigliari affinché non ci vengano richiesti anche i redditi dell’altro nucleo famigliare.

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